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Zucchino

 

Esposizione: soleggiata

Terreno: fresco, ben drenato

Concimazione: organica prima della messa a dimora

Messa a dimora: per semina a primavera

Irrigazioni: costanti senza eccessi

Raccolta: man mano che le zucchine raggiungono le dimensioni desiderate.

 

Lo zucchino (Cucurbis pepo) appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come la zucca e il melone.

Nei nostri climi è una pianta annuale, con foglie grandi, pelose, di forma vagamente triangolare e margine seghettato. Anche i fusti sono rivestiti di peli.  I fiori sono gialli, delicati, grandi. I fiori maschili ed i fiori femminili sono separati. Quelli che compaiono sul frutto sono chiaramente quelli femminili, mentre quelli maschili compaiono all'ascella delle foglie. Il frutto - la zucchina - è un peponide con buccia edibile. L'intensità del verde, le striature e la forma più o meno allungata del frutto (fino a sferica) dipendono dalla varietà coltivata.

La messa a dimora avviene in genere per semina, interrando i semi a 2-3 cm dalla superficie del suolo, in primavera. Si pongono 3-4 semi per buca: sarà poi necessario il diradamento man mano che la pianta si sviluppa. Bisogna tenere presente che la pianta di zucchino ha uno sviluppo rapido ed abbondante. La raccolta delle zucchine sarà poi scalare, cioè man mano che raggiungono le dimensioni desiderate.

Parassiti e malattie

Malattie

Oidio

pubblicato il 04-05-2010

L'oidio è una malattia provocata dal fungo Uncinula spp. della famiglia delle Erisifaceae.

Chiamato anche "mal bianco", l'oidio si manifesta con macchie pulverulente grigio-biancastre che ricoprono gli organi verdi della pianta, con una graduale decolorazione della foglia, che prima ingiallisce e successivamente si secca.

Il micelio fungino, provvisto di speciali organi chiamati austori che penetrano nelle cellule, si sviluppa esternamente sulle pareti aeree dell’ospite, sulle quali forma la muffa, costituita da conidi, organi di riproduzione durante la stagione favorevole. La conservazione del fungo da un anno all’altro avviene per mezzo di spore ibernanti o come micelio negli organi colpiti.
L’oidio, pur essendo favorito dall’umidità si può sviluppare anche in assenza di particolari condizioni di umidità o, addirittura, di asciutto. Anche la temperatura non ha una grande influenza, le Erisifacee infatti cominciano la loro attività già con temperature relativamente basse, inoltre non sono disturbate da quelle elevate.
Le parti più colpite sono le foglie, ma anche gli altri organi vegetali, come fusti e fiori, sono spesso sede del parassita. Le foglie si accartocciano e si seccano, i rami si deformano. Gli oidi hanno una vasta "scelta" di piante ospiti, che vanno dalle specie erbacee a quelle arboree.

Scheda Oidio
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