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Il frutteto

La messa a dimora dei bulbi a fioritura primaverile - Parte 1

pubblicato il 12.10.2012

Buongiorno! Come procede il vostro Autunno?

Per tutti gli amanti del giardinaggio, questa è una stagione decisiva: è proprio in questi giorni infatti che dobbiamo attivarci e preparare il terreno alle bulbose per la futura bella stagione, quando cioè aiuole, bordure, vasi, ci regaleranno meravigliose fioriture.
Il momento giusto per eseguire la messa a dimora delle bulbose a fioritura primaverile va infatti dalla metà di settembre fino a tutto novembre – dicembre.

Le bulbose sono piante molto versatili e di facile coltivazione, adatte a creare bellissime e facili composizioni. Conviene creare macchie o composizioni monocromatiche, alternando specie diverse.
Tra le bulbose che possiamo mettere a dimora in questo periodo ricordiamo: scille, narcisi, giacinti, iris, tulipani, gigli, muscari e molti altri.

Esiste poi la possibilità di anticipare della fioritura delle bulbose.
Questa tecnica, particolarmente adatta per crochi, giacinti, narcisi, scille e tulipani, si sfrutta all’interno delle abitazioni: collocate i bulbi in vasetti dall’imboccatura stretta con la base appena sfiorata dall’acqua ( evitiamo sempre i ristagni!), esposti alla piena luce nelle stanze di casa e vedrete spuntare in breve tempo germogli e boccioli. Se eviterete di esporre le piante a fonti di calore, il periodo di fioritura si prolungherà.
Volendo, i bulbi si possono coltivare in contenitori riempiti con terriccio specifico per queste piante mantenuto sempre umido.
I vasi vanno poi trasferiti in un ambiente fresco (ideali temperature di circa 5-6 °C) e buio fino a quando i nuovi germogli avranno raggiunto un’altezza di 5 cm.
La profondità a cui va interrato il bulbo è variabile: come regola generale, la profondità deve essere doppia o poco più rispetto al diametro del bulbo (per es. diametro 3 cm, profondità 6-8 cm).
Le bulbose di piccola taglia si possono coltivare anche in fioriere che contengono altre piante, in quanto le loro esigenze nutritive non entrano in competizione.
Un singolo vaso può ospitare un gruppetto di 5-10 piccoli bulbi.
I bulbi di grossi dimensioni si possono coltivare anche singolarmente ed in piena terra devono essere più distanziati gli uni dagli altri (circa 15 cm) rispetto ai bulbi di piccola dimensione (5-7 cm).
Se vogliamo ottenere un effetto più naturale possibile, piantiamo i bulbi a distanza variabile, mentre se preferiamo creare un tappeto fiorito compatto, basterà interrare i bulbi a distanza regolare gli uni dagli altri.
Sia in vaso che in piena terra, possiamo interrare i bulbi in strati sovrapposti: lo strato più profondo sarà costituito dai bulbi che fioriscono per ultimi, come ad es. i tulipani, mentre più in superficie troveranno collocazione i bulbi che fioriscono per primi, come ad es. crochi e muscari. Con questa tecnica (detta “a sandwich o a lasagna”) avremo sempre belle fioriture per numerose settimane.

Dopo la fioritura in vaso, a conclusione del loro ciclo, le piante appassiscono: a questo punto possiamo lasciare i bulbi nel vaso (ma difficilmente fioriranno per più di 2 anni di seguito), o toglierli dal vaso e conservarli.
Stesso discorso se i bulbi sono coltivati in piena terra: dopo la fioritura si lasciano nel terreno, ma tenderanno col tempo a fiorire sempre meno (tulipani e giacinti in particolare) e pertanto andrebbero rinnovati al massimo ogni 2 anni, mentre altre specie (fritillarie, muscari e narcisi) resistono per più tempo o si moltiplicano spontaneamente (anemoni primaverili, crochi, ornitogallo).
Per stimolare la fioritura è necessario lasciare appassire del tutto le foglie, in modo da garantire la rigenerazione delle sostanze nutritive. Naturalmente la concimazione è sempre necessaria. 

MALATTIE E PARASSITI

Le migliori cure per le vostre bulbose sono sicuramente quelle legate alla prevenzione: i bulbi devono presentarsi sani, privi di muffe o seccumi.
Facciamo quindi molta attenzione al momento dell’acquisto dei bulbi. Le bulbose vengono spesso colpite da afidi e acari, da cui proteggersi con insetticidi o acaricidi specifici.
Gli afidi provocano deformazioni e accartocciamenti fogliari, deperimenti vegetativi, stentato sviluppo dei germogli, ecc... Oltre ai danni diretti vi sono quelli indiretti legati alla produzione di melata e alla trasmissione di virosi.
Per limitare le infestazioni degli afidi è necessario eseguire concimazioni azotate equilibrate e non eccedere con le irrigazioni.
I ragnetti rossi sono molto piccoli, tanto da essere quasi impercettibili ad occhio nudo.
La loro proliferazione è favorita da condizioni di secchezza dell’ambiente di coltivazione e presentano in genere un periodo di massiccia presenza in estate; possono venire trasportati dal vento o migrare spontaneamente nella vegetazione vicina e quindi è indispensabile un’attenta e costante osservazione.
Possibili anche i marciumi e gli attacchi da parte della mosca dei bulbi: le femmine del dittero Eumerus tuberculatus depongono le uova alla base delle piante bulbose e rizomatose, le larve penetrando all'interno delle piante, divorandole e danneggiandole gravemente.
Anche le malattie fungine vanno controllate e si deve inoltre intervenire tempestivamente alla prima comparsa dei sintomi, ripetendo se necessario il trattamento a distanza di 7-10 giorni circa, in modo da bloccare l'infezione primaria e la formazione delle spore che diffondono la malattia. In fase di prevenzione, vi consigliamo di intervenire con prodotti sistemici.

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