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Elleboro

 

 

Esposizione: in penombra. In giardino collochiamo le piante di elleboro sotto le fronde di alberi e arbusti caducifogli, così che possano godere di ombra in estate e del sole in inverno

Coltivazione: la rosa di Natale è una specie di facile coltivazione, robusta e non necessita di molte cure. Graditi terreni neutri o tendenti all'alcalino. Può essere coltivata non solo in giardino ma anche in vaso, nelle fioriere e nei contenitori sul terrazzo. Ideale per ornare balconi, finestre e cortili. Il terreno più adatto alla coltivazione è calcareo e ricco di humus. In autunno fornire un poco di concime organico

Messa a dimora: la rosa di Natale si propaga facilmente. I semi cadono e germinano in autunno e la primavera seguente si possono trapiantare in vaso o mettere a dimora in piena terra. Se si preferisce, si possono ottenere nuove piante per mezzo della divisione dei rizomi, da effettuarsi in marzo avendo l'accortezza di ripiantare immediatamente le porzioni di rizoma ottenute

Irrigazione: irrigare quel tanto necessario a mantenere il terriccio appena umido.

Da evitare i ristagni d'acqua che potrebbero fare marcire il colletto della pianta.


 

 

L'elleboro o Rosa di Natale (Helleborus niger) è una pianta che grazie alla sua fioritura precoce - da dicembre a marzo - che la rende disponibile durante le festività natalizie, trova impiego per la realizzazione di centrotavola natalizi o semplicemente per essere tenuta in casa. I suoi splendidi fiori bianco-crema spiccano tra le foglie verde scuro. Può raggiungere un'altezza di 30-40 cm. Non teme il freddo né il gelo.

Originaria dell'Asia minore. Famiglia delle Ranuncolaceae. Tra le varietà in commercio troviamo: "Potter's Wheel", dai fiori bianchi particolarmente grandi (10-13 cm.) che sbocciano da gennaio a marzo; "Ice Princess" una varietà che fiorisce dalla metà di Ottobre. Presenta una crescita compatta, foglie lucide dal bel colore verde scuro. Questa varietà è molto indicata per i vasi di piccola dimensione.                                                                                    Occorre ricordarsi che l'elleboro è una specie velenosa, in particolare prima della fioritura. Le parti più tossiche sono le radici e il rizoma, quindi è meglio lavarsi le mani dopo averla toccata.

 

 

Parassiti e malattie

Malattie

Marciumi

pubblicato il 03-05-2010


I marciumi di colletto e radici sono causati prevalentemente dai funghi delle specie Pythium e Phytophtora, questi attaccano le parti sotterranee delle piante causando ingiallimento e morte della pianta. A causa della loro natura non sono facilmente individuabili e spesso quando si decide di intervenire è troppo tardi poiché lo stato di salute della pianta è alquanto compromesso.

Scheda Marciumi
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