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Il frutteto

Le orchidee - Parte 1

pubblicato il 05.02.2013
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Fiore bellissimo ed intrigante l’orchidea: da sempre è sinonimo di eleganza e raffinatezza, nonché di seduzione.
Il numero delle specie è quasi sconfinato ( oltre 22mila!) ed è quindi probabile che almeno una volta se ne sia ricevuta un esemplare!
Le orchidee,però, sono sì bellissime piante, ma spesso anche croce e delizia per tanti di noi: è opinione comune, infatti, che le orchidee siano piante difficili da coltivare, quando in realtà, come accade per tutte le piante, anche le orchidee vanno semplicemente irrigate e concimate al momento giusto, con un occhio di riguardo anche per la temperatura.

Le orchidee più facili da coltivare sono le Phalaenopsis, gli Oncidium o "orchidea ballerina", gli ibridi di Odontoglossum, conosciuti con il nome di Cambria, le Miltonia o "orchidea pansé", i Paphiopedilum, conosciuti anche con il nome di "scarpetta di Venere" o "pianella della Madonna", gli ibridi di Dendrobium, gli Zygopetalum e i Cymbidium.
Le orchidee Vanda sono invece molto impegnative e si coltivano in cestelli sospesi.

Capita spesso che, una volta acquistate le nostre orchidee, queste non riescano più a rifiorire.
Le cause più comuni di questa anomalia sono: luce insufficiente o carente, troppa o troppo poca acqua, temperature non adeguate e/o troppo poco fertilizzante.
Considerata la vastità della famiglia delle Orchidaceae, è impossibile dare indicazioni sui cicli di crescita di ognuna delle specie coltivate, ma possiamo comunque individuare una serie di piccoli consigli riguardanti le specie più diffuse:

Phalaenopsis: queste orchidee sono stimolate a fiorire quando vengono sottoposte ad un leggero sbalzo termico, ovvero trasferendole in un luogo più freddo.
Per assicurarsi quindi una buona fioritura durante l’inverno, la pianta deve trascorrere almeno 3-4 settimane a temperature notturne di circa 15° C, supportata da una giusta concimazione;

Cymbidium: vanno lasciate fino a ottobre in ambiente fresco all’aperto, dove la percezione della variazione di temperatura fra il giorno e la notte favorirà la fioritura.
Una volta ritirate in casa, le piante non vanno collocate in ambienti troppo caldi;

Dendrobium: per stimolare la formazione dei getti che daranno i fiori si può alternare luce a penombra, periodi asciutti ad altri con maggiori apporti irrigui e usare diversi tipi di concime, a seconda della fase vegetativa.
In autunno le piante hanno bisogno di essere esposte a basse temperature (circa 7 ˚ C);

Paphiopedilum: le piante di questa specie hanno bisogno di essere esposte ad una temperatura compresa tra 10 - 13 ˚ C in autunno;

Odontoglossum: queste orchidee preferiscono per la maggior parte dell’anno temperature fresche, comprese tra i 15 e i 20 °C. In autunno vanno lasciate all’esterno fino a quando la temperatura comincia ad avvicinarsi ai 10 ° C;

Miltonia o Miltoniopsis: è sempre necessario avere uno sbalzo di temperatura tra il giorno e la notte per ottenere la fioritura.


MALATTIE E PARASSITI

Ricordiamo che le orchidee, come tutte le altre piante, possono essere colpite da malattie fungine, batteriche e virali.
Controllate con una certa frequenza gli apici fogliari, ma anche il substrato di coltivazione. In presenza di parassiti intervenite tempestivamente con il prodotto più indicato.

Nel nostro portale, alla voce “LA DIFESA DELLE PIANTE” troverete un’ampia gamma di prodotti, alcuni pronti all’uso, da usare sia in prevenzione che per curare le nostre piante.

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