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Phalenopsis

Categoria: Ornamentale

Il genere Phalaenopsis è un genere di orchidee che comprende circa cinquanta specie, tutte originarie dell'Asia e degli arcipelaghi dell'Oceano Pacifico (principalmente dall'Indonesia). Si tratta di piante epifite (vivono su altre piante, usate come semplice sostegno) dotate di un semplice rizoma dal quale si originano foglie persistenti (gli unici organi capaci  d'immagazzinare l'acqua), verdi, ovali, lunghe e larghe, e steli piuttosto corti, che portano vistosi fiori multicolori, spesso duraturi sia sulla pianta che da recisi. 

L'aspetto dei fiori richiama la forma delle farfalle, da qui il nome del genere. In commercio si trovano numerose Phalaenopsis ibride, praticamente impossibili da elencare, e in una infinita gamma di colori (a fiori bianchi, rosa, gialli ma anche variegati e striati).

Coltivazione: le Phalaenopsis sono tra le orchidee più amate e popolari, sia per la loro eleganza, sia per la facilità di coltivazione - si adattano infatti ai normali ambienti domestici e sono facili da curare. Per la coltivazione sono da preferire vasi di plastica trasparente. La scelta di questi vasi presenta alcuni vantaggi di ordine pratico: consentono di controllare lo stato di salute delle radici; trattengono l'umidità e favoriscono la penetrazione della luce e di conseguenza la fotosintesi - nelle phalaenopsis la fotosintesi avviene anche per mezzo delle radici. Il substrato di coltivazione deve essere leggero e a grossa pezzatura. Ideale una miscela di corteccia a scaglie - il cosiddetto bark - da utilizzare come unico substrato, oppure da miscelare con altri substrati di coltivazione (torba, sfagno, argilla espansa, carbonella, polistirolo). Si tratta in ogni caso di composti leggeri, arieggiati e porosi che riproducono adeguatamente le condizioni ideali, assicurando un adeguato drenaggio, utile a scongiurare pericolosi ristagni idrici. Le cure sono poche e semplici: mantenere temperatura e luce costanti, rispettando le regole di irrigazione. La luminosità (assieme a umidità e temperatura) contribuisce al corretto sviluppo della pianta e quindi della fioritura.

La temperatura ideale è compresa tra 20-25°C. Da evitare temperature inferiori ai 15° C. Per quanto riguarda le concimazioni va bene una frequenza variabile da 7-15 giorni. Si possono utilizzare sia concimi da diluire nell'acqua di irrigazione che concimi che vengono somministrati per via fogliare. Il rinvaso va effettuato - nei mesi primaverili - ad anni alterni. Il substrato dopo un  po' di tempo diventa compatto, poco drenante e privo di fertilità. Il vaso va sostituito con uno leggermente più grande. In condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura si possono avere 2-3 fioriture. I fiori durano anche 2-3 mesi. Le Phalaenopsis, saranno stimolate a fiorire quando trasferite in un luogo più freddo. Le piante devono passare 3 - 4 settimane a temperature notturne di circa 15° C. L'umidità non dovrebbe scendere sotto il 60-70%. Dopo la fioritura lo stelo si può recidere, ma volendo si può anche lasciare. Da una o più gemme dormienti ripartono dei nuovi steli fiorali secondari oppure si formano i cosiddetti "keiki" (un termine hawaiiano che significa "bambino"). Il keiki non è altro che una piccola pianta che si sviluppa da uno dei nodi lungo lo stelo principale. La nuova piantina deve rimanere attaccate alla pianta madre finché non ha sviluppato un buon apparato radicale. La nuova piantina, diventata sufficientemente grande, può essere staccata dalla pianta madre ed essere rinvasata autonomamente. 

 

 

Esposizione: le orchidee amano la luce. In casa scegliamo una collocazione luminosa, ma lontano dai raggi diretti del sole. Se necessario si può ricorrere ad una illuminazione artificiale. Sul mercato esistono lampade specifiche con tubi al neon e modelli a vapori di sodio

Messa a dimora: il modo più semplice per moltiplicare le orchidee è per via vegetativa (produzione di nuovi individui in seguito alla suddivisione in due o più parti del corpo vegetativo di un individuo o al semplice distacco di una sua parte). Le orchidee monopodiali possiedono un solo fusto eretto che cresce in altezza (è il caso di Phalaenopsis, Vanda, Angraecum, Aerangis). Queste orchidee producono nuovi getti alla base, che possono essere separati appena hanno messo qualche radice e messi a dimora in un'apposita composta, leggera, arieggiata e porosa (ideale il  bark)

Irrigazione: hanno bisogno di molta umidità atmosferica; per favorire l'umidità atmosferica è consigliabile posare il vaso di orchidee su uno strato di argilla espansa, da mantenere sempre bagnata. Si irriga il substrato quando è asciutto (con acqua non calcarea). Non lasciamo inaridire troppo il substrato, tra un'irrigazione e un'altra. Si consiglia di nebulizzare spesso il fogliame (non i fiori).

Antracnosi

Malattie

L'antracnosi è provocata da diverse specie di funghi appartenenti al genere Colletotrichum. La patologia si presenta su tutti gli organi del pianta, che deperiscono e mostrano maculature grigio-brune, successivamente le macchie si espandono fino a formare aree necrotiche. L’Antracnosi è favorita da condizioni ambientali caldo-umide e può essere presente su orticole e ornamentali.

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