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Stevia

Categoria: Aromatiche

La Stevia (Stevia rebaudiana) è una piccola pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria delle zone montuose di Paraguay e Brasile.

E’ un piccolo arbusto che non supera gli 80 cm di altezza. Ha foglie ovali allungate, a margini seghettati, di colore verde scuro. Generalmente fiorisce in autunno, emettendo tanti piccoli fiorellini bianchi, riuniti in infiorescenze.

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UTILIZZO:

Nelle sue zone d’origine, la Stevia viene da sempre sfruttata dalle popolazioni indigene per le sue proprietà dolcificanti naturali. I tessuti di questa pianta, infatti, soprattutto le foglie, contengono sostanze dal forte potere dolcificante: lo stevioside e il rebaudioside A. Una volta disidratate ed essiccate, le foglie vengono ridotte in polvere ed utilizzate come dolcificante naturale.

Proprio per queste sue proprietà, la Stevia viene anche chiamata ‘Candy leaf’, ‘Sweet herb of Paraguay’, ‘Yerba dulce’, ‘Honey yerba’.

Climatemperato-caldo, con temperatura ottimale di +22-24°C; soffre temperature inferiori a +2°C..

Esposizionepreferibilmente soleggiata, ma anche in mezz’ombra.

Terrenopredilige terreni poveri, sciolti e ben drenanti. Soffre i ristagni idrici. Richiede acqua con moderazione, solo quando il terriccio si sia asciugato.

Propagazionesi riproduce facilmente per talea, o per seme.

Oidio

Malattie

L'oidio è una malattia provocata dal fungo Uncinula spp. della famiglia delle Erisifaceae.

Chiamato anche "mal bianco", l'oidio si manifesta con macchie pulverulente grigio-biancastre che ricoprono gli organi verdi della pianta, con una graduale decolorazione della foglia, che prima ingiallisce e successivamente si secca.

Il micelio fungino, provvisto di speciali organi chiamati austori che penetrano nelle cellule, si sviluppa esternamente sulle pareti aeree dell’ospite, sulle quali forma la muffa, costituita da conidi, organi di riproduzione durante la stagione favorevole. La conservazione del fungo da un anno all’altro avviene per mezzo di spore ibernanti o come micelio negli organi colpiti.
L’oidio, pur essendo favorito dall’umidità si può sviluppare anche in assenza di particolari condizioni di umidità o, addirittura, di asciutto. Anche la temperatura non ha una grande influenza, le Erisifacee infatti cominciano la loro attività già con temperature relativamente basse, inoltre non sono disturbate da quelle elevate.
Le parti più colpite sono le foglie, ma anche gli altri organi vegetali, come fusti e fiori, sono spesso sede del parassita. Le foglie si accartocciano e si seccano, i rami si deformano. Gli oidi hanno una vasta "scelta" di piante ospiti, che vanno dalle specie erbacee a quelle arboree.

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