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Melo

Categoria: Frutteto

La mela, il frutto del peccato, viene prodotta da Malus domestica, o Malus pumila, pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae, originaria delle aree del Caucaso.
Oggi la sua coltivazione è diffusa in tutta Europa, in Italia viene coltivata prevalentemente in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto.
E’ un albero di medie dimensioni, che può raggiungere i 10m d’altezza. 
Ha foglie decidue, di forma ovale, margine seghettato e colore verde scuro.
Fiorisce in primavera, contemporaneamente all’emissione delle foglie.
I fiori sono composti da 5 petali di colore bianco rosato, raggruppati in corimbi.
L’impollinazione, di tipo entomofila, viene svolta ad opera di insetti pronubi.
In seguito si ha lo sviluppo dei frutti.
Il frutto è un pomo (un falso frutto, formato dall’ingrossamento del ricettacolo), di forma globosa.
Ha buccia sottile, di colore diverso in base alla varietà (gialla, verde o rossa), a ricoprire la polpa croccante e succosa.
Al centro vi è il torsolo, contenente i semi.
Numerose le varietà conosciute e apprezzate per le loro qualità organolettiche: Gala, Golden, Fuji, Granny Smith, Red Delicious… sono solo alcune tra le tante.
Differiscono prevalentemente per colore (a buccia rossa, gialla, verde), forma, consistenza della polpa e periodo di maturazione, che va solitamente dall’estate (varietà più precoci) all’autunno (varietà più tardive).

Clima: Il melo è una pianta rustica e molto resistente al freddo; sopporta temperature minime di -25°C.

Esposizione: Ama esposizione soleggiata.

Terreno: Si adatta a diversi tipi di terreno, prediligendo quelli sciolti e ben drenati..

Propagazione: Si riproduce per seme e per innesto.


COME SI CONSUMA QUESTO FRUTTO?

La mela viene consumata principalmente come frutto fresco, ma anche trasformata in molteplici modi:

conserve, succhi, liquori, dolci.

Oidio

Malattie

L'oidio è una malattia provocata dal fungo Uncinula spp. della famiglia delle Erisifaceae.

Chiamato anche "mal bianco", l'oidio si manifesta con macchie pulverulente grigio-biancastre che ricoprono gli organi verdi della pianta, con una graduale decolorazione della foglia, che prima ingiallisce e successivamente si secca.

Il micelio fungino, provvisto di speciali organi chiamati austori che penetrano nelle cellule, si sviluppa esternamente sulle pareti aeree dell’ospite, sulle quali forma la muffa, costituita da conidi, organi di riproduzione durante la stagione favorevole. La conservazione del fungo da un anno all’altro avviene per mezzo di spore ibernanti o come micelio negli organi colpiti.
L’oidio, pur essendo favorito dall’umidità si può sviluppare anche in assenza di particolari condizioni di umidità o, addirittura, di asciutto. Anche la temperatura non ha una grande influenza, le Erisifacee infatti cominciano la loro attività già con temperature relativamente basse, inoltre non sono disturbate da quelle elevate.
Le parti più colpite sono le foglie, ma anche gli altri organi vegetali, come fusti e fiori, sono spesso sede del parassita. Le foglie si accartocciano e si seccano, i rami si deformano. Gli oidi hanno una vasta "scelta" di piante ospiti, che vanno dalle specie erbacee a quelle arboree.

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