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Le erbe aromatiche

Dalla guida "Le Aromatiche" - Il Mirto

pubblicato il 06.07.2012
Mirto

Il mirto (Myrtus communis), detto anche mortella, è una pianta arbustiva della famiglia delle Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea.
In Italia la pianta è diffusissima in Sardegna e in Sicilia, dove cresce spontanea, spesso in consociazione con altri elementi caratteristici della macchia mediterranea, quali il lentisco ed i cisti, nella fascia litoranea e collinare.
Il sostantivo Myrtos è legato al mito greco di Myrsine, una fanciulla dell’Attica invincibile nelle gare ginniche, che dopo aver battuto un suo coetaneo in una gara, fu uccisa dall’amico del ragazzo, accecato dalla rabbia in un impeto di gelosia, ma la dea Pallade trasformò il suo corpo esanime in un delizioso arbusto che fu chiamato Myrsine e che oggi noi tutti chiamiamo mirto.
Il mirto è un arbusto sempreverde, non spinoso e dal portamento compatto, che può raggiungere facilmente i due metri d’altezza.
Le foglie sono ovali o lanceolate, appuntite e un poco coriacee e con punti traslucidi; se schiacciate le foglie emettono una gradevole fragranza che ricorda il profumo dell’arancio ed è dovuta alla presenza del mirtenolo, un olio dotato di proprietà balsamiche.
I fiori sono molto profumati, lungamente peduncolati, di colore bianco o roseo.
Fiorisce dalla tarda primavera fino a settembre. I frutti sono bacche globoso-ovoidali di colore nero-azzurrastro, rosso-scuro o più raramente biancastre, con numerosi semi reniformi. Maturano a partire dalla fine del mese di novembre fino a tutto gennaio.
I fiori sono utilizzati per la preparazione di profumati pout-pourri - una composizione realizzata con petali di fiori secchi ed oli essenziali, utilizzata per profumare o abbellire gli ambienti.

Uso in cucina:
il mirto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico e soprattutto liquoristico per la preparazione del tipico Liquore di Mirto.
Le foglie e le bacche del mirto sono molto usate, in tutta l’area mediterranea, per insaporire piatti a base di carne e pesce. Con i frutti si preparano salse, usate per condire varie pietanza.

Ecco alcuni consigli utili:

Esposizione:
il mirto ama il sole e desidera un’esposizione aperta e arieggiata, o a mezz’ombra nelle regioni più calde, e al riparo dai venti; sopporta bene la siccità ma teme il gelo; predilige un substrato sabbioso, ben sciolto, permeabile e privo di ristagni d’acqua.
Coltivazione:
il mirto è una pianta molto rustica e resistente che può venire coltivata anche in vaso (ma la pianta deve essere portata al riparo quando le temperature diventano troppo rigide). L’abbondante fioritura in tarda primavera o inizio estate o la presenza per lungo tempo delle bacche (di colore nero bluastro o rossastro o rosso violaceo) nel periodo autunnale rendono questa pianta adatta per rallegrare i colori del giardino come arbusto isolato, allevato a cespuglio o ad alberello. Esistono numerose varietà coltivate a scopo ornamentale come il Myrtus communis var. variegata alta fino a 4,50 m con foglie dalle eleganti striature colorate di bianco-crema e fiori profumatissimi.
Messa a dimora:
il metodo di riproduzione più semplice consiste nello staccare i polloni che quasi sempre si formano al piede della pianta madre; questa operazione si effettua in primavera avanzata. Si può procedere alla moltiplicazione mediante margotta o al distacco di talee nella tarda estate.
Irrigazione:
solo in caso di prolungata siccità; in vaso mantenere il terreno leggermente umido evitando ristagni d’acqua.
Tempo balsamico (raccolta):
i fiori si raccolgono in luglio-agosto, nel momento in cui sbocciano; le foglie durante tutto l’anno; le bacche in autunno.
Conservazione:
le foglie e le bacche essiccate si possono conservare in sacchetti di tela o in barattoli di vetro.

Informazioni per la difesa della pianta

Malattie e i Parassiti:
la pianta può essere attaccata con una certa facilità dalla cocciniglia e dagli afidi. La malattia fungina più frequente è l’oidio (o mal bianco).

Piante associate

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