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Bellezze Mediterranee - Parte 1

pubblicato il 29.08.2012

La macchia mediterranea è una meravigliosa miscellanea di colori e profumi, tipica soprattutto delle zone bagnate dall’omonimo mare e caratterizzate da un clima mite: Oleandro, bougainvillea, gelsomino e ibisco sono certamente le specie più rappresentative di questo tipo di flora e proprio in estate fioriscono rigogliose, ricoprendo spesso muri, pergolati, gazebo, spalliere o recinzioni, regalando scenografiche decorazioni fiorite per tutta l’estate. Coltivate in piena terra, magari accostandole con ulivi, agrumi, pini, cipressi ed eucalipti  danno luogo a stupende macchie di colore.
Oggi vi parliamo di una di queste 4 bellezze mediterranee, l’ Ibisco.

IBISCO

La specie più rappresentativa è l'Hibiscus rosa-sinensis, pianta molto rustica caratterizzata da splendidi fiori imbutiformi, larghi anche 12 centimetri, con un lungo stilo prominente circondato da una corolla a cinque petali, cremisi scuro nella specie tipo, giallo, rosa o salmone nelle varietà create dall'uomo. La fioritura è molto abbondante a partire dal mese di giugno e fino a settembre.
L’Hibiscus rosa-sinensis è una pianta perfetta per le numerosissime località temperate della nostra Penisola, specie per quelle costiere, per via anche della sua buona resistenza al salino.
Altra specie coltivata è l'Hibiscus syriacus, che può raggiungere anche i 4 m d'altezza ed è la più nota e ricca di varietà.
I fiori in genere sono bianchi o rosa, semplici o doppi con corolla espansa e con gli stami più corti della corolla e quindi non emergenti. Fiorisce a partire da luglio fino ad ottobre. 

L'Hibiscus syriacus può essere coltivato anche nel nord Italia, ma la fioritura è più breve.
Ha trovato larga diffusione nei giardini per formare gruppi fioriti  durante i mesi estivi e siepi di straordinario impatto visivo. 

L'Ibisco è una pianta che può essere coltivata con successo sia in appartamento (da preferire in questo caso l’Hibiscus rosa sinensis) che all'aperto, se le condizioni climatiche lo consentono: si tratta infatti  di piante che si adattano alla vita  in località temperate e in posizioni protette, riparate  dai forti venti. Le annaffiature devono essere pressoché quotidiane in estate  e ridotte in inverno, evitando ristagni in qualsiasi caso.
Nelle regioni a clima più rigido si consiglia invece la coltivazione in vasi che,  ricordiamoci sempre, vanno riposizionati all’interno durante i mesi invernali; in questo modo, se il terreno è mantenuto umido e la temperatura non scende sotto i 16 °C, la pianta conserverà le foglie.
Dalla ripresa vegetativa e per tutta l'estate, quando grazie al tanto sole le fioriture sono nel pieno della loro “esplosione”,  l'Ibisco va concimato regolarmente ogni due settimane con concimi liquidi da diluire nell'acqua di irrigazione. 


MALATTIE E PARASSITI 

Le condizioni climatiche di questo periodo, caratterizzate da temperature molto elevate, favoriscono l’insorgenza di numerose malattie fungine, quali verticilliosi, oidio, ticchiolatura, muffa grigia, antracosi, peronospora, ruggini, marciumi, ecc. In particolare, facciamo attenzione al “mal bianco” (oidio), un fungo pericoloso soprattutto perchè compie anche molti cicli in una sola stagione.
Lo oidio colpisce soprattutto gli apici vegetativi e si riconosce dapprima da una deformazione delle foglie più ondulate del normale, poi dalla comparsa di una polvere biancastra (da cui il nome mal bianco) costituita dalle spore del fungo, che sono poi la causa della reinfezione.
Se le piante presentano i caratteristici sintomi del “mal bianco” è necessario: asportare le foglie cadute alla base delle piante, limitare le concimazioni azotate ed intervenire con potature di riordino (anche estive), in modo da favorire la circolazione dell'aria ed asportare gli apici malati.

Contro il “mal bianco” consigliamo di intervenire tempestivamente: alla prima comparsa dei sintomi, distribuite sulle vostre piante fungicidi a base di zolfo, ripetendo se necessario il trattamento a distanza di 7-10 giorni circa, in modo da bloccare l'infezione primaria e la formazione delle spore che diffondono la malattia.
In  fase di prevenzione è meglio invece intervenire con prodotti sistemici attivi contro l’oidio.
I trattamenti vanno eseguiti a foglia asciutta (al calare del sole), bagnando bene la vegetazione e soprattutto gli apici, usando uno strumento che nebulizza il più finemente possibile.
I trattamenti vanno eseguiti a foglia asciutta e preferibilmente al calare del sole: bagnate bene la vegetazione, in particolare  gli apici,  usando un nebulizzatore dal getto il più fine possibile, in modo da non favorire la creazione di ristagni.

 

 

 

 

 

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